sabato 26 dicembre 2009

PostHeaderIcon La lapide della strega


Per chi abbia letto un noto libro di Gaiman, la citazione dovrebbe essere chiara. Per chi invece non l’ha ancora fatto, vi dico che il romanzo in questione è “Il Figlio del Cimitero”, capitolo IV. Qui il protagonista Nobody dona una lapide a una strega defunta, bruciata al rogo per presunta eresia, e sepolta in un cimitero per indegni, criminali e, appunto, streghe. Nel cimitero, che affianca quello ufficiale, non ci sono lapidi, le sepolture sono fatte male e ammassate, non c’è nessuno che faccia compagnia agli spiriti. Ma non sto qui a raccontarvi il sunto del capitolo, se volete leggerlo ve lo consiglio (sia per la nota bravura dello scrittore in questione, sia per la bellezza del libro in sé), e procedo col narrarvi la mia storia.


La temperatura è stazionaria sugli zero gradi. Benché sia già inverno, uno strato di foglie secche ricopre il terreno; hanno colori ambrati e di un marrone dalle venature dorate, rilucenti al tardo sole pomeridiano. Scricchiolano piacevolmente sotto il passo svelto e deciso di Sławek. La strada è in continua salita, e per adesso seguiamo un sentiero un po’ fangoso utilizzato anche dalle automobili. Arrivati al crinale della collina, si profila davanti ai nostri occhi una cappella dipinta di bianco. È piccola, con in cima una croce in ferro e al lato dell’entrata un vaso pieno d’acqua piovana. Nella strada percorsa per arrivarci, Sławek mi ha raccontato la storia di questo posto…


Nelle ere primordiali, quando ancora gli uomini primitivi di razza bianca solcavano i boschi selvaggi dell’Europa orientale, nuove religioni si affacciarono loro. La natura richiedeva i suoi sacrifici, il Dio Sole e la Dea Madre proclamavano i loro templi. Gli uomini della zona, impauriti e devoti, costruirono tre cerchi di pietra, scavati nei rudimenti della collina dove noi ora siamo: i tre cerchi erano disposti a triangolo, quasi a ricordare arcani simboli celtici. Al centro, attualmente occupato dalla cappella, convergeva il potere supremo del loro luogo di culto: ivi si facevano i riti sacri, ivi si invocava la magia. In questo territorio fuori dal tempo e dallo spazio, si svolgeva la religione primizia, quella non contaminata che reclamava il suo prezzo senza perdersi in contrattazioni con i miseri umani.


Quando, nel corso dei secoli, le foreste selvagge furono intervallate da castelli in pietra e regioni feudali, la Chiesa ordinò eretici coloro che proseguivano in tali pratiche pagane, e fece distruggere i cerchi magici. Penetrando la cultura barbara, la Chiesa ha fatto sì di instaurare il suo dominio con la distruzione: se la Polonia è una delle nazioni più cattoliche dell’Europa è anche perché qui i templi pagani proliferavano, accompagnati dalle cosiddette streghe. Dando fuoco e profanando i luoghi dediti alla Dea Madre, la Chiesa ha destato la sua furia, che ora giace sepolta in attesa di una nuova rinascita, di una covata rivalsa.


Ma ciò non basta: i predicatori dell’unico Dio hanno eretto cappelle e simboli cristiani ove sentivano il confluire della Magia, cercando di scacciare e sostituire un potere più forte di loro. Così è nata la chiesetta verniciata di bianco, costruita prima in legno nel 1850 e poi rifatta in mattoni. Essa si trova al centro dei tre cerchi druidici, in cima alla collina. Alcune lapidi anonime e ricoperte di muschio la attorniano, quasi stessero lì per fungerle da vialetto. Forse sono le tombe delle streghe, uccise mentre professavano la loro fede nella Magia, prese nell’estasi divina… e ancora le vedo, le sento, a ballare nude fra gli alberi, foglie e rami fra i capelli, il fuoco acceso nella radura lì di fianco.


Ora del loro potere resta ben poco. La pietra nascosta nella collina, quella con cui sono stati edificati i cerchi, è stata quasi del tutto divelta, obiettivo di cave affamate del loro valore monetario. Solo un piccolo tratto, difficilmente raggiungibile, è ancora in piedi. Nonostante i graffiti e gli anelli degli arrampicatori di free-climbing, la sua potenza traspare senza tormenti. Si confonde con la natura perché sua figlia. E credo che rimarrà lì fino alla fine dei tempi, perché nulla si crea e nulla si distrugge, e per quanto impegno si metta il passato torna sempre nelle sue importanti e affascinanti vestigia.


Adesso Sławek mi chiama via, dobbiamo andare. Il racconto è finito, e domani mi aspetta un’altra piccola gita fra gli immensi boschi di questo paese sperduto e inesplorato, spesso sottovalutato. Ma che sono quei suoni, quegli stridii che scendono dal cielo? Sono i rami smossi dal vento… oppure gli spiriti che vagano, e cercano vendetta nella notte che scende, cupa, su ognuno di noi.


4 commenti:

Crystal ha detto...

Ci credi che fino a un minuto fa questo post non mi compariva...? Appena ho visto che l'hai postato ieri sono rimasta sbalordita... Strano che fin ora non compariva.
Cmq, bella come storia, mi è piaciuta. Ormai mi sto abituando ai tuoi racconti poetici... Anche se leggerli ogni volta è come la prima ;) sempre bellissimi
E' inutile dirti che sei brava a scrivere... E' sottinteso, ormai :D

Cesare ha detto...

Mi è piaciuto molto. Non ho letto il romanzo, ma mi piace molto lo stile di Gaiman.
Le descrizioni sono il tuo cavallo di battaglia: stile sciolto e intenso. Il finale è molto poetico. Complimenti. :)
Cesare

Fabio ha detto...

“Il Figlio del Cimitero” questo titolo mi compare davanti agli occhi da qualche giorno... un motivo ci sarà :-)

Frankie P. ha detto...

Cry: la storia è stata facile da riportare, ho solo riscritto ciò che mi ha raccontato mio cugino aggiungendo alcune considerazioni personali. Fra un po' dovrebbe arrivare qualcosa di simile, solo che non so cosa mi è successo ma non vedo più niente... anche con gli occhiali gli occhi mi sfasano, vedo sfocato e non riesco a scrivere :( più tardi provo a postare quello che ho scritto finora.

Cesare: il finale non è completamente mio. Ho solo chiesto che cos'erano quei rumori, e quella è la risposta che mi ha dato mio cugino... Grazie comunque per il complimento alle descrizioni ^^

Fabio: se non sbaglio questo è il tuo primo commento qui! Benvenuto ^^
Il libro te lo consiglio vivamente, una storia che mi ha fatto riflettere... e che ho apprezzato fino alla fine.

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