giovedì 14 gennaio 2010

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Sento il fruscio delle bombolette spray. L’immagine prende lentamente forma, seguendo i colpi decisi dell’artista di strada. Lui ha i pantaloni cascanti, delle sneakers rosse e una felpa col cappuccio calato. Una medaglietta argentata gli pende sul petto. Sorride e continua l’immagine di una donna dai capelli corti, una frangia che le copre l’occhio destro e due treccine verdi e sottili che le si posano sul petto.
Fermo, immobile nel suo salto mortale. I piedi saldi sullo skateboard, il ragazzo è a testa in giù mentre compie un’acrobazia spettacolare sulle scale mobili di una metropolitana londinese. È completamente rasato, e sul capo si scorge la scritta ‘Freestyler’. Una musica rap s’infiltra nelle orecchie, il ritmo incalzante.
Poi c’è lei, che pare una bambina, sdraiata sull’asfalto e vestita con un jeans strappato e un top fucsia che lascia scoperte pancia e spalle. Anche lei con un taglio particolare, caschetto nero e striature blu.

Questi sono i poster che, assieme a molti altri, mi accolgono appena entro nel locale. Qualche pianta arreda il pavimento altrimenti grigio e polveroso, un divano sdrucito con davanti un tavolino colmo di riviste risalenti a qualche anno fa. Non ho bisogno di attendere, perché è già il mio turno.
La donna che mi accoglie, al contrario della aspettative, ha una capigliatura bella ma semplice, così come il suo vestiario. Il trucco è leggero: una donna così comune che a stento ne ricordo i lineamenti, e a cui mi verrebbe da chiedere dove trova tutto il coraggio per fare quel mestiere. È una parrucchiera, di certo avrà moltissimi clienti che chiedono solo una messa in piega, o un trattamento contro le doppie punte. Ma se le si presenta un giovane che le fa quella precisa richiesta, ne esce trasformato. Dicono che è brava come i parrucchieri che preparano le acconciature alle modelle. Io dico di più.
“Voglio un taglio che si noti da lontano.” Dico sorridente, e mi accomodo sulla sedia girevole, nera e dai braccioli di freddo metallo. Lei risponde al mio sorriso e comincia a lavorare. Mi fido, conosce i miei gusti e so che non sbaglierà nemmeno stavolta.
Solo ora mi accorgo che non sono sola. Vicino a me, a una distanza massima di un paio di metri, c’è anche un ragazzo. Ha ancora la carta stagnola fra i capelli, quindi credo che la donna con lui ha quasi finito. Ha gli occhi truccati di nero, e corvini sono anche i pochi ciuffi che gli cadono sulla fronte. Si alza e mette un cd hip-hop nello stereo che sta sopra al ripiano, nascosto fra boccette di colore e accessori vari. Qui sono i clienti che scelgono la musica.
Il tempo vola. Sono pronta, e per la prima volta mi guardo allo specchio. Sono uno schianto: i miei capelli castani si sono scuriti incredibilmente, e per metà sono riportati sul lato destro del viso. Quel ciuffo è tutto blu, con sopra delle fantastiche ciocche rosa chiaro. Anche il mio compagno ormai ha finito, e lui si è anche fatto lo smalto alle unghie. Ha un taglio spettacolare. Da dietro i capelli sono tutti alzati e scompigliati verso l’alto, e hanno preso delle sfumature che ricordano l’arcobaleno. Le unghie sono smaltate di nero, con sopra degli sticker argento che ritraggono un teschio.
Me ne vado, ringraziando la donna e quasi ridendo fra me e me.


Ho sempre amato i look estroversi, un po’ pazzi, ma soprattutto personalizzati. Forse tutti, indipendentemente dalla scelta comune, sono concordi nel dire che se dipendessimo un po’ meno dall’aspetto esteriore sarebbe un mondo migliore. Io credo di no. Perché la nostra esteriorità è l’unico modo che abbiamo per evitare di esprimere solo a parole il nostro essere: la figura, l’immagine che rendiamo di noi stessi è importante, perché – se creata con i giusti precetti – è specchio dell’anima.
Gli abiti che scegliamo devono assolutamente essere affini a noi. Come una seconda pelle, ci devono calzare alla perfezione e devono farci sentire a nostro agio. Per esempio, se mi fate mettere una minigonna in tulle o un maglione qualsiasi che non abbia almeno uno strass, mi sentirei a priori strana, più chiusa. Ma datemi qualcosa di punk e la metterei ovunque, in qualsiasi occasione. Con quel genere di vestiti mi sento bene: ho la sensazione che posso combattere e affrontare qualsiasi cosa. Mi piaccio.
Inoltre, ogni mattina, prima di andare a scuola, scelgo gli abiti con criteri precisi. Parto dal mio umore e dall’immagine che voglio dare di me: se desidero essere seria, camicia e pantaloni neri; se voglio essere dolce vado sul rosa o sul rosso; se sono infuriata partono i pantaloni di pelle o i jeans strappati, con tanto di catene e bracciali di borchie. Mi viene naturale.
Scrivendo questo mi sono venute alcune domande che mi piacerebbe farvi… qual è il vostro rapporto con il vestiario? Concordate o meno con la mia opinione? Scatenatevi con i commenti, perché apro il mio personale dibattito.

11 commenti:

Fran ha detto...

Innanzitutto complimenti per il post! è bellissimo! Inoltre non ci crederai, ma quando ancora non avevo un blog (non è che ora sia così diverso dal non averlo...), ogni cosa che mi accadeva ne avrei fatto un post... Quello a cui voglio arrivare è che ce ne è uno in cui vado dal parrucchiere! Però non è incentrato su di me, ma su un'altra persona... Per ora l'ho scritto su pezzo di carta, ma spero un giorno di fartelo leggere.
Quanto al mio rapporto con il vestiario... è esattamente come dici. Devo sentirmi a mio agio!Ricordo che a volte, quando ero più piccola mi è capitato di indossare qualcosa che non mi piaceva... oppure che mi piaceva, ma non mi stava bene! E mi sentivo poco me stessa, poco a mio agio... Non riuscivo a rapportarmi con gli altri in quei giorni, né a sorridere apertamente... Non riuscivo a farlo neanche con me stessa, come potevo farlo con gli altri?!
Mi chiudevo a riccio... Ero persino capace di restare tutto la giornata seduta vicino al banco per non mostrare quanto mi stessero male i vestiti... mi sentivo in qualche modo protetta, coperta dallo sguardo degli altri...
Inoltre condivido che il nostro modo di vestire esprime quel che siamo, come ci sentiamo. Ci sono giorni in cui amo indossare un jeans, una felpa e le mie adorate converse!!! Mi sento grintosa, sportiva... Davvero sembra di poter affrontare qualsiasi sfida! Ci sono giorni in cui non mi vergognerei di camminare su una passerella, contro meravigliose modelle! Anche se sono alta solo 1.65m!
Altri giorni mi piace essere più donna... non che non lo sia con le scarpe da ginnastica, ma mi piace a volte mettere in risalto il mio lato più femminile... Ho passato così tanto tempo da piccola a vestirmi come un maschiaccio, per nascondere agli altri la vera francesca, per paura di essere presa in giro se indossavo una gonna...
Poi a volte mi piace combinare gli stili... Indosso le converse sotto una gonna!
Pensa che a Natale, mi hanno regalato uno di quei maglioni lunghi, che vanno con la cintura, a mezze maniche... la parte superiore scende sulle spalle ed è come se fosse sfilacciata. Mia madre e mia sorella mi avevano detto di indossarlo con un leggins sotto... ma quando l'ho messo ho iniziato a piangere! Non mi piaceva affatto! Non lo avrei messo per niente al mondo! Ma mi dispiaceva per la persona che me l'aveva regalato (la madre di marco). Sarei dovuta andare da lei la sera stessa. Cosa le dicevo? Mi dispiaceva chiederle di cambiarlo...
Al limite della disperazione, ho avuto un'idea! Ho indossato un jeans blu scuro sotto.Ho preso la cintura (regalata anch'essa appositamente per l'abito) legandola alla vita. Meglio, ma... Non mi piaceva ancora. era troppo lungo! Mi son detta "se solo fosse più corto" mentre lo tiravo un po' su da sopra la cintura e... ecco la soluzione! Ora era perfetto! L'ho messo come se fosse una casacca... Non so se mi spiego.
Aggiungo gli stivali e sono perfetta! Stile cowboy! Mancava solo il cappello! ;)

Fran ha detto...

scusa la lunghezza del commento!!!!!
Ho scritto senza accorgermene!

Frankie P. ha detto...

Un altro po' e con quel commento potevi crearci un post ;)
Tranquilla, ho apprezzato il tuo intervento :D Grazie

Fran ha detto...

Faccina che arrossisce...

Crystal ha detto...

Fran è la number One per condividere le idee XD osprattutto con le parole scritte! Non finisce mai! :D
Bellissima questa storia delle acconciature! XD
Riguardo ai vestiti... Io sono la ragazza più strana del mondo perchè fino a qualche anno fa (uno e mezzo, non di più) non avevo MAI indossato un paio di jeans :D sempre con le tute o con altri pantaloni di qualsiasi tessuto escluso i jeans. A contrario mio fratello nell'armadio aveva solo quelli XD quanto si può essere diversi fra fratelli...
Cmq, anche a me piace vestire a seconda dell'umore. In estate adoro mettermi i vestiti o i prendisole, soprattutto perchè non mi vede mai nessuno XD a scuola mi vesto sempre comoda, qualche volta per farmi fare i complimenti dalle mie compagne mi metto qualcosa di originale...XD Cmq, ancora adesso i jeans sono rari sul mio corpo. E non ho nemmeno un paio di converse, pensate un po' XD, no, io sono sempre con gli stivali dalle zeppe di 10 cm. XD i pantaloni al ginocchio neri con i lacci che pendono ai lati, un golfino viola di quelli comodi ma belli e la storia è finita. Sono semplice, io XD ma di carattere sono tutt'altro XDXDXDXD
Secondo me ognuno deve vestire come vuole non solo per stare bene con sè stesso. Ma anche perchè altrimenti saremo tutti uguali! No?
;)

Fabio ha detto...

Pensa se fossimo tutti nel giardino dell'Eden :-)

Fran ha detto...

Scrivo un commento non inerente al post (credo di aver detto tutto e di aver parlato anche troppo a proposito) perché volevo dirti che ho notato che hai aggiunto anche tu una frase di Era! Quasi tutto il testo di Sinfoni Deo è stupendo... Nel mio blog ho messo quella dietro al cd perché è un po' il mio motto di vita...
La scrivo sulla prima pagina di ogni agenda universitaria, o diario... Anche il mio libro si apre con quella frase. Mi sembrava quindi giusto metterla anche sul blog!
Così ogni giorno la leggo! :)

Fran ha detto...

Grazie Cry per Number One! ;)

Frankie P. ha detto...

Fran: ERA è un mito :D devo dire che però quella frase mi è sfuggita... i suoi testi sono difficili da trovare, e io le canzoni che ho sono tutte scaricate. Ho preferito citare Sinfoni Deo perchè quel brano (se mi entra, tutto il testo) lo scrivo all'inizio del diario o dei quaderni. Praticamente un po' come fai tu ;)

Fran ha detto...

Incredidibile! Facciamo le stesse cose! :DAbbiamo diverse cose in comune... :)
Cmq è vero... i testi sono molto difficili da trovare... E concordo anche sul fatto che Era è un mito! Oggi ho portato la macchina nuova e indovina qual'è stato il primo cd che abbiamo ascoltato? Era ovviamente!
Con altri cd o brani di altri cantanti mi è successo di stancarmi dopo un po' che li ascoltavo per giorni e giorni... Con lei non mi succede! L'avrò ascoltata almeno un miliardo di volte! Senza mai stancarmi minimamente... A lei, e alla musica in generale, devo molto... è grazie a loro che spesso riesco a superare brutti momenti... Mi sono vicino, mi consolano...
E inoltre senza Era non sarei mai riuscita a disegnare la mappa del mondo del mio libro!
è per questo che tra i ringraziamenti ce ne sarà uno immenso anche per lei! Praticamente ogni canzone è un pezzo della mia storia (libro e vita).
Ovviamente quando parlo di ringraziamenti non vuol dire che sono sicura che il mio libro verrà pubblicato, anzi ci conto poco... ma lo scrivo per me... e nel mio libro ci saranno i ringraziamenti come in quelli che si vendono.
Ps: cmq anche io le ho scaricate le canzoni... però da dove scarico trovo l'intero cd con le copertine. Poi le stampo ed è come avere l'originale. Ecco perché sapevo di quella frase... ;)

Ianel ha detto...

Bello il blog!mi piace come scrivi! kiss

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